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FIGARO 'Storia di un partigiano del sud' di Luca Cifarelli

Lun Set 05, 2011 5:34 pm Da Valentino Rossetti

Conflitti armati inevitabilmente restituiscono memorie individuali e collettive.

Luca Cifarelli nel Suo Figaro, (Florestano Bari 2011) romanzo dedicato al proprio nonno materno, (Minguccio barbiere molfettese), rende perfettamente l'idea dei contrasti ideologici ed armati tra partigiani, tedeschi e fascisti, narra la seconda guerra mondiale vissuta dal proprio personaggio, il quale nel 1940 Parte per Torino, successivamente è inviato in Russia, la sua coscienza muore a Stalingrado (…).
Minguccio nonostante enormi e drammatiche difficoltà riesce a rientrare in Italia, a Firenze, infine nuovamente a Torino.
Minguccio nel capoluogo piemontese subisce un incidente, i medici in divisa lo trasferiscono in una corsia dell'ospedale Militare di Asti dove patisce il dramma dell'otto settembre 43.
Il protagonista inaspettatamente travolto da mille incognite conosce Damiano soldato residente a Scurzolengo piccola località dell'astigiano.
Ovviamente i pensieri di Minguccio rivolti alla propria famiglia non restituiscono alcuna serenità, anzi al contrario, immagina Dora la propria moglie investita da infinite difficoltà, grazie all'aiuto, all'ospitalità dell'amico si trasferisce proprio a Scurzolengo, in questa piccola cittadina conosce Renzo, Piero e Giovanni tre militari anch'essi privi di guida e considerati già “disertori” da tedeschi e repubblichini.
E' di Renzo l'idea di unirsi ad un gruppo partigiano (45a Brigata Garibaldi) che opera nella zona, i cinque amici conoscono Flavio e ufficialmente si uniscono al gruppo partigiano.
Minguccio da quel momento diventa per tutti “FIGARO”
Luca Cifarelli con grande puntualità storica e letteraria evidenzia la guerra vissuta da un soldato divenuto un partigiano della “Garibaldi”, in pratica una metamorfosi ideologica in grado di frantumare radicalmente la propria esperienza militare.
Figaro partecipa a tutte le missioni del gruppo partigiano, rispettando amici e nemici, in breve tempo conquista la simpatia dei residenti, la stima dei propri superiori e l'ammirazione di Olga partigiana staffetta e non solo, del gruppo.
La guerra partigiana è orribile, Figaro condivide tutto ciò con commilitoni amici e paesani, il tempo trascorre, i militari angloamericani liberano l'Italia, il gruppo depone le armi, Figaro a suo modo saluta Ivan, Sardi, Achille, Macchi, Sisto, dona l'ultimo sorriso ad Olga, promette loro di tornare in Piemonte quanto prima.
Figaro decide di rientrare al proprio paese (Molfetta), il viaggio è interminabile, lungo il tragitto verso casa, Figaro vede paesi da ricostruire, aree urbane distrutte dai bombardamenti; fame, miseria e morte aleggiano ogni luogo.
L'ex Figaro a Molfetta, incontra un suo amico di vecchia data il quale (…).
Il Lavoro editoriale di Luca Cifarelli è l'esempio di come ricostruire importanti passaggi storici rispettando ideologie, pensieri, memorie condivise, memorie opposte, memorie volutamente ignorate.

Giovanni Lafirenze

Il libro su IBS

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